Il Barbiere Di Siviglia
(Commedia ironico musicale)
di P. Beaumarchais
Regia: Silvia Rabiti
Colonna sonora originale di Alessandro Luchi
Trama :Il conte di Almaviva è innamorato di Rosina, ricca pupilla del vecchio don Bartolo, il quale la tiene sotto stretta custodia, anch’egli puntando alla sua mano e alla sua dote.
In aiuto del conte viene Figaro, barbiere e factotum della città. Il geloso don Bartolo però si mostrerà pronto a ricorrere alle armi della calunnia e dello scandalo per liberarsi del rivale.
Ripartendo dal testo originale di Beaumarchais, i cinque protagonisti si trovano coinvolti in un brillantissimo intreccio da commedia. Qui la scaltrezza, l’audacia, la consapevolezza, la calunnia, la spregiudicatezza, l’amore, si fronteggiano e si esprimono sulle note delle musiche originali di Alessandro Luchi. Ironiche e mordaci figure danzanti si muovono con i personaggi nel ritmo della vita.
note di regia: Nell’urgenza di esprimere una emozione, uno stato d’animo, un messaggio, tutti gli strumenti espressivi di cui disponiamo, si alleano insieme. E senza essere né danzatori né cantanti, iniziamo a seguire il ritmo della vita, accenniamo passi di danza, mettiamo le parole in note. Questo è il punto di partenza. Questa è stata l’autorizzazione che continua a farci allontanare da uno schema per il quale gli attori recitano, i cantanti cantano e i danzatori danzano. Non abbiamo voluto fare un musical, in cui queste ‘competenze’ si fondono insieme. Abbiamo lavorato con gli attori, per scoprire insieme che “il nostro strumento espressivo è lo stesso strumento che danza, che canta, che inventa parole” (per citare il Maestro Orazio Costa).
intervista a Silvia Rabiti regista
Perché avete scelto questo testo, il Barbiere di Siviglia?
Tutti conoscono questo titolo grazie alla celebre opera lirica di Rossini. Ma l’opera teatrale di Beaumarchais, da cui è tratta, è particolare e ben strutturata. Ci sono intrighi, colpi di scena, personaggi interessanti. E’ un peccato non portare una storia così in un teatro di prosa! È un peccato non vederla sotto un altro punto di vista e non riscoprirne la ricchezza narrativa, con una recitazione più spontanea.
Perché la scelta del testo teatrale svincolato dall’opera lirica, con una nuova colonna sonora firmata dal maestro Luchi?
La musica parla direttamente al nostro cuore. La possibilità di avere il grande talento musicale di Alessandro Luchi a disposizione di questo progetto teatrale è stata una grande occasione. Musiche composte appositamente per accompagnare le emozioni che vivono i personaggi, che come regista desideravo sottolineare.
Perché pur non essendo né un’opera lirica, né un musical i personaggi cantano e ballano?
Fino a 50 anni fa la gente cantava per strada ed era normale, era un modo per comunicare il proprio stato d’animo. Se lo facessimo oggi verremmo forse guardati storto, come persone “fuori dal mondo”. Certo anche oggi ci esprimiamo, ma lo facciamo spesso virtualmente, difficilmente ci mettiamo allo “scoperto”. Si è persa tanta di quella spontaneità che ci faceva esprimere fisicamente, in corpo e voce. La vita non è fatta di sola tecnica. Ecco perché canta chi non è cantante e balla chi non è ballerino. Cantano e ballano come potrebbe fare ciascuno di noi “così tanto per cantare” (Barbiere Atto I)